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lunedì, 18 febbraio 2008, 15:47
28 dicembre 2007
Negli ultimi tempi, per la precisione da quando sono tornato dal mio viaggio alla ricerca dell’equilibrio karmico, mi è capitato di chiedermi almeno un miliardo di volte perché la gente è così agitata. Voglio dire: sì, okay, io e Frank abbiamo corso per il palazzo, sparando addosso ai piccioni con le pistole a pallini. Che sarà mai?
Okay, abbiamo anche rotto il vaso di orchidee che la signora Ferguson teneva fuori dalla porta. Però non è colpa nostra se quella tiene un vaso dell’Ottocento fuori dalla porta.
Va bene, abbiamo anche sparato addosso all’amministratore condominiale, ma è stato un incidente! Se avessi voluto farlo fuori avrei chiesto a Syn.
A proposito di Syn, adesso come faccio a dirgli che non sono riuscito a convincere l’amministratore?
Rientro in casa sospirando e richiudendomi la porta alle spalle e vedo Frankie seduto sul tavolo da ping-pong, mentre sorseggia qualcosa di caldo da una tazza con scritto “I’m sweet and innocent”.
“Non è caffè quello, vero?”
“No, è tè!”
“Bene”
Il caffè è ben nascosto nel secondo sportello in alto della cucina, dietro all’origano. Se Frank dovesse trovarlo, sarebbe una catastrofe. Frankie soffre di una strana forma di iperattivismo e certamente la caffeina non gli fa bene. L’ultima volta che ha bevuto due dita di caffè ha distrutto mezza casa.
“Allora? Hai parlato all’amministratore?”
“Sì, niente da fare” rispondo scuotendo la testa e sfilandomi il giubbotto.
“Cosa?! Allora è deciso? Dobbiamo andarcene?” alza la voce.
“Shhhh, abbassa la voce!” dico guardandomi attorno, “Dov’è Syn?”
“È sul balcone, sta suonando...per calmarsi, credo.”
Perfetto. Ci ucciderà. Ci ucciderà, me lo sento. Questa è la volta buona che va fuori di testa e ci fa a pezzi. Spero solo che per primo faccia fuori Frank, così ho tempo di prendere appunti per il mio manoscritto intitolato “Come evitare che il tuo coinquilino ti faccia a fettine con una motosega circolare”. Potrei vincere un Pulitzer. Sarei morto, ma almeno una soddisfazione ce l’avrei.
Esco sul balcone e vedo Syn alzare la testa per pochi secondi e poi riprendere a suonare la chitarra senza dire nulla.
Se ne sta semplicemente seduto sulla sedia al freddo e al gelo, con una delle sue chitarre, pensando al modo migliore per ammazzarci.
“Ciao Syn” mi avvicino con circospezione. Potrebbe azzannarmi quando meno me lo aspetto.
Mi schiarisco la voce, dondolandomi avanti e indietro sui piedi.
“Ahm...sono andato a parlare con l’amministratore...”
“Non me lo dire...” mi interrompe pizzicando le corde della chitarra “...ci sbatte fuori di casa.”
La cosa magnifica è che è tranquillissimo. Non è per niente adirato. Magari ha seguito i miei consigli ed ha iniziato a prendere i calmanti.
Oppure è tutto un trucco per farmi credere di essere al sicuro per poi tagliarmi le gambe al momento più opportuno.
“E dimmi Zacky, noi dove cazzo andiamo a vivere?”
“Aha! Ci ho già pensato!” Ora dovrà per forza riconoscere che sono un genio.
“Sentiamo” dice lui, appoggiando le mani sul fianco della chitarra e alzando la testa per fissarmi con sguardo scettico.
“Ho sentito Blaine e mi ha detto che nel loro palazzo c’è un appartamento con tre stanze in affitto!”
Syn schiocca la lingua.
“Insomma, se non si lamentano di Ian e Blaine non si lamenteranno di noi!”
“Ma Ian e Blaine non sparano addosso ai piccioni, non dormono in una bara e non meditano sul tavolo da ping-pong!”
“Mi sembra ovvio” allargo le braccia “loro non ce l’hanno il tavolo da ping-pong!”
“Zacky, sto per staccarti la testa per giocarci a football. Sappilo.”
Ok, è incazzato.
***
L’incazzatura di Syn sta persistendo da diversi giorni ormai, tanto che io e Frank eravamo sul punto di dormire assieme nella bara, muniti di crocifissi ed aglio, ma poi abbiamo capito che la bara era troppo piccola per contenerci entrambi.
Risultato? Sono tre giorni che non dormo, Frank continua a lamentarsi per la puzza di aglio nella sua bara e Syn...mi sorprendo che non abbia ucciso il primo che passava per strada. Magari sta veramente prendendo dei calmanti.
Comunque Syn è incazzato e questa sua suscettibilità sta avendo un picco pauroso proprio in questo momento, in cui sta palesemente insultando l’amministratore condominiale.
“Questo è un cretino!” esclama, allargando le braccia ed esibendo un’espressione che va dallo scioccato allo scocciato.
“Guarda che ti sente...” lo avverto, vedendo Taylor Snize, l’amministratore del Wayland, voltarsi verso di lui con uno sguardo di fuoco.
“E chi se ne frega!” ribatte Syn, esaminando attentamente una delle camere da letto, per poi aggiungere “Ok, dov’è il trucco?”
“Trucco? Così mi offende, signore.” risponde Taylor.
“Crede che sia deficiente? Questo appartamento è troppo bello, ci deve per forza essere una pecca...da qualche parte”
Taylor scuote la testa guardandolo con aria innocente, al che Syn sfoggia il suo sguardo “Dimmi la verità, altrimenti ti spacco la testa sulla prima superficie solida”.
Taylor sbotta: “Ok, va bene, c’è un particolare su cui ho sorvolato” e si dirige verso la porta di una camera che effettivamente non abbiamo ancora visto.
Quando la apre, noto che è completamente immersa nel buio.
“Beh?” chiedo, leggermente confuso. Cosa sarebbe? Uno sgabuzzino? Se così fosse, sarebbe un gran spreco di spazio, data la dimensione.
“Questa è la terza camera da letto” risponde Taylor.
Inarco un sopracciglio, mi avvicino e gli stringo una mano, dicendo: “Ok, è stato un piacere conoscerla, le faremo sapere eh!” e faccio per dirigermi verso l’uscita, ma Syn mi blocca per una spalla e quella sua espressione da stronzo non mi piace per niente.
“Lo prendiamo!”
Ok, calma Zacky, starà sicuramente scherzando.
“Ahah! Che simpatico che sei!” ridacchio in modo isterico.
“Perfetto! Allora potete trasferirvi quando più vi fa comodo, ma ci sono alcune clausole del contratto che...” inizia a dire Taylor, ma io salto sul posto per richiamare l’attenzione.
“No! Lo so come va a finire! Tu ti prendi la camera col bagno privato, Frank si prende quella più luminosa e io finisco nello sgabuzzino!”
“Non è uno sgabuzzino!” esclama Taylor, inviperito.
“Hai indovinato Zacky, sei un genio! Prova a protestare, prova a dissentire. Ti devo ricordare chi ci ha fatto sbattere fuori di casa?” dice Syn con aria assassina.
“Ma...” provo a protestare.
“Beh, guardi i vantaggi della cosa: di questi tempi, col surriscaldamento globale e il buco dell’ozono, la luce solare può provocare gravi danni alla pelle...” dice Taylor.
“Ma non ci sono finestre...” gemo debolmente.
“Ma a te non piace il sole!” esclama Frank, il quale sta misurando la lunghezza della camera che ha già proclamato come sua. Ovviamente non sta usando un metro, sta semplicemente facendo passi lunghissimi da una parete all’altra, borbottando strani calcoli matematici.
Mi prendo il mento fra le dita e mi metto a riflettere: effettivamente, ha ragione. A me non piace il sole, è troppo...caldo...poi io ho la pelle chiara e sensibile, poi mi scotto ed è un casino. Sono fermamente convinto di essere fotosensibile, anche se la mia teoria non è mai stata provata.
“Ok, ci sto!”
Esco dall’ascensore con aria pacifica, mentre Syn, che ha recuperato il suo umore nero, mi supera per raggiungere in fretta la porta del palazzo.
Sta per aprire la porta, quando entra Kath, che guarda con la fronte aggrottata l’espressione di Syn.
“È successo qualcosa? Come mai siete qui?”
“Chiedilo a quel pezzo di deficiente e al suo degno compare!” esclama Syn indicando me e poi Frank, per poi prendere la porta ed andarsene.
“Stai tranquilla, non ti ucciderà, al massimo ucciderà me” assicuro a Kath, che sale i gradini avvicinandosi “È che ci hanno sbattuto fuori dal nostro palazzo e stiamo cercando un altro appartamento. Be’, per la verità l’abbiamo già trovato!” aggiungo.
“Quindi vi trasferite qui?” chiede con un sorriso.
“Sì! Non sei felice?”
“Certo...” ride lei, poi si sporge oltre la mia spalla per fissare un punto dietro di me.
Mi volto e vedo Frank che sta davanti alla parete spoglia dell’entrata; la sta fissando intensamente, come se ce l’avesse con lei.
“Non dirmi che ha ricominciato con la teoria del marmo...” mormoro.
“Teoria del marmo?” chiede Kath, confusa.
“Sì, tempo fa aveva questa fissa...sosteneva che il marmo fosse un materiale creato dai folletti della Cornovaglia e che fosse un materiale ingannevole. Diceva che era una cospirazione globale e che ci stavano tutti prendendo per il fondoschiena...”
“Macché teorie! È tutto vero!” esclama Frank, senza però staccare lo sguardo dalla parete “Comunque non stavo pensando a quello...pensavo che qui ci starebbe bene una mia gigantografia” continua.
Mentre Kath si mette a ridere, io guardo il muro e penso che ci vorrà un foglio bello grande per coprirlo tutto.
“Comunque! Mi sa che è ora di andare, che Syn potrebbe lasciarci a piedi senza pensarci due volte!” dico rivolgendomi a Kath.
“Va bene! Ci vediamo presto allora!” dice lei con un sorriso, prima di prendere le scale.
Esco fuori dal Wayland e mi infilo i miei mitici occhiali da sole bianchi.
Faccio per dirigermi verso la macchina su cui Syn ci sta aspettando seduto al posto del guidatore, ma noto Frank che fissa insistentemente la porta del palazzo.
“Frank?” richiamo la sua attenzione.
“Dici che è meglio un poster o un dipinto?”
Zachary Badley
motoseghe circolari, pacificamente me, disgraziati
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